Tradizione

Lo stile di vita tradizionale della gente dell’isola è legato indissolubilmente al mare (pesca, navigazione, ingegneria navale), all’agricoltura e all’allevamento del bestiame, specialmente delle pecore; attività che si sono conservate fino ai giorni nostri.
Il destino dell’isola di Veglia, nel passato come oggi, è simbolicamente legato al numero sette. Nel VII secolo fu popolata dai Croati, il settimo conte Frankopan fu l'ultimo conte di Veglia, per sette volte si difese con successo dagli attacchi dei pirati.

Oggi, esistono sette unità amministrative: la città di Veglia e i comuni di Omišalj, Malinska, Punat, Baška, Vrbnik e Dobrinj.
Si parlano sette varianti del dialetto cakavo della lingua croata, esistono sette usanze popolari, sette balli e sette costumi tradizionali.

Lo strumento popolare, il sopile, è un antico strumento a fiato, ancor oggi elemento centrale d´ogni manifestazione sull'isola, spesso legata a una ricorrenza religiosa o al santo protettore del villaggio.
La ricchezza delle tradizioni locali viene ogni anno ripresentata al Festival estivo del folclore di Veglia e alla Sfilata dei suonatori di sopile dell’isola di Veglia.
Celebri sono anche le tipiche canzoni intonate in occasione del carnevale.